Venezuela, cercasi presidente. E anche prodotti alimentari…

Se c’è zucchero manca la farina, se c’è la farina manca il pollo e talvolta è necessario ricorrere a reti amiche per sapere dove e come acquistare un prodotto, in alcuni casi anche di prima necessità. Scenario da restrizioni belliche in un paese dove non c’è guerra ma disordine sociale e dove si rischia anche il disordine politico. È in questo clima, e con queste difficoltà, che i venezuelani attendono di conoscere il destino del paese, tutto nelle mani dell’entourage di Hugo Chávez, ancora “confinato” all’Avana dopo l’ennesimo intervento col quale cerca di battere il cancro. Il presidente rieletto, è noto, non ha giurato nella data prestabilita, il 10 gennaio, supportato dalla maggioranza del parlamento nazionale che gli ha concesso «tutto il tempo di cui ha bisogno» per riprendersi.

Fatto sta che all’aumento della criminalità e al quasi isolamento di Caracas, per effetto di una politica estera che ha intercettato prevalentemente governi a vocazione anti americana, si aggiunge una delle note più disonorevoli: la difficoltà di reperire prodotti alimentari. Resa ancora più difficilmente giustificabile per uno dei principali paesi produttori di petrolio, lo stesso grazie al quale Chávez aveva promesso una diversa distribuzione della ricchezza.

Il basso livello di scorte non è certo una conseguenza diretta dell’assenza prolungata dell’uomo forte di Miraflores, ma i venezuelani si chiedono chi, in un momento così delicato, sia legittimato ad adottare quelle misure economiche necessarie, come per esempio una modifica del tasso di cambio e il controllo sui prezzi delle merci. Schemi occidentali di governo non darebbero neanche questa occasione di riflessione, ma con un chavismo in crisi farsi venire questo dubbio appare giustificato. Prendere decisioni in supplenza, in un sistema di potere come quello creato dall’ex paracadutista, sarebbe un azzardo, soprattutto ora che nel Partito socialista venezuelano già l’idea di gestire una successione – al di là della decisione di Chávez di investire il suo vice Nicolás Maduro – ha aperto il confronto innescando la competizione sul chi è più chavista dell’altro.

Al di là dei difetti di amministrazione gli analisti attribuiscono le carenze di derrate alimentari al fallimento di un modello economico basato sui rigidi controlli monetari e dei prezzi, così come nell’indebolimento dell’apparato produttivo privato dopo anni di espropri e nazionalizzazioni, tra i punti forti della politica economica boliviariana. Dal 2003, difatti, acquisto e vendita legale dei dollari statunitensi è nelle mani dello Stato e i quattro adeguamenti del tasso di cambio realizzati da allora sono stati decisi e annunciati direttamente dal presidente rientrando, decisioni come questa, nella sua impostazione storica che è la promessa totale autonomia da Washington e dagli organismi finanziari multilaterali.

Nel pratico ciò che i venezuelani di media avvedutezza contestano al governo è il sistema del controllo dei prezzi voluto dall’esecutivo su un centinaio di beni e servizi, idea tutta socialista e che non stimola il libero mercato che, peraltro, ultimamente avverte il peso delle nazionalizzazioni avviate nel 2007. Di qui una caduta della produzione interna aumentando di conseguenza la necessità di ricorso alle importazioni. E neanche il petrolio è sufficiente a “pareggiare”, anche perché troppo spesso diventa uno strumento di politica estera. Crudo a Cuba e Nicaragua, per esempio, in cambio di fagioli. Ma i venezuelani, ormai, hanno bisogno di altro.

@eugeniobalsamo

Annunci

Un Commento

  1. Pingback: La Fao premia il Venezuela che va a letto senza cena « wikiAméricas


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...