Muto, depresso e immobile: Chávez non potrà tornare al potere

Due mesi dopo l’arrivo all’Avana i venezuelani sono ancora senza notizie sulle reali condizioni del presidente. Gli unici a poterlo incontrare sono i suoi uomini più stretti e la sua famiglia, mentre il resto del paese si chiede non cosa sarà il Venezuela di domani, ma cosa sia oggi, senza un mandatario in condizioni di governare. L’ultima visita gliel’hanno fatta il suo vice, Nicolás Maduro, e il ministro degli Esteri, Elías Jaua, per la firma di qualche decreto e qualche dettaglio da definire con il governo cubano. I venezuelani si sono dovuti accontentare di questa dichiarazione del canciller, via Twitter: «È stato un incontro profondamente umano, baci, abbracci e preghiere…», aggiungendo che Chávez «está en batalla». Poco, nulla su come se la passa il presidente.

Ci ha pensato la stampa spagnola a spiegarlo, rallegrando gli anti chavisti e preoccupando o molto probabilmente dando conferme ai sostenitori del socialismo del siglo XXI. Il quotidiano ABC traccia un quadro drammatico e definitivo della situazione: Hugo Chávez non ha più voce, le sue corde vocali sono state compromesse in modo irreparabile dagli ultimi interventi. Ma non è tutto perché viene descritto come «molto depresso» e impossibilitato a lasciare il letto di degenza. Detto diversamente: non è in grado di tornare a Caracas. ABC si sbilancia e informa che nei prossimi giorni il governo annuncerà l’incapacità del presidente e, come Costituzione impone, procedere alla dichiarazione di assenza permanente che porta a nuove elezioni.

È difficile che le cose vadano diversamente: l’ermetismo dell’amministrazione non può durare al lungo. Il popolo, difatti, si chiede, e si dà la risposta più naturale, logica, sulle ragioni che hanno portato una figura che ha invaso i media del paese per dodici anni ora a decidere di apparire di apparire solo su qualche tweet del Psuv o dei suoi ministri. Chávez è dunque alla fine, ma non siparla del chavismo, cioè di come potrà proseguire un’esperienza nata sotto auspici di storiche riforme sociali ed economiche e naufragata in una delle peggiori versioni dell’autoritarismo.

@eugeniobalsamo

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